L’uragano italiano

Fiamma! Un piatto di spaghetti per i mandarini europei di piazza Schuman. Un sentito F*** You da Roma per i Von der Leyen, Timmermansen e Verhofstadt di questo arrugginito continente.

Domenica l’Italia ha scelto a gran voce Giorgia Meloni e il suo partito “Fratelli d’Italia”. Un partito con un passato mussoliniano bruciato e una presidente che osa tagliare un angolo sociale netto.

Ratto lebbroso

Nei media italiani viene etichettato come di centro-destra o di destra. Nell’Europa occidentale di sinistra-liberale, è unisono “estrema destra”. Il topo lebbroso per eccellenza a causa dell’establishment europeo. Chi possiede timbro e inchiostro per etichettare i politici (e i loro milioni di elettori) come paria sociali rimane – dopo 22 anni di Wetstraat – un mistero per me. Sono nelle mani dell’alta finanza, del mondo sindacale o dei nostri media politicamente corretti e delle accademie?

L’esile Hein di Piazza Schuman

E quando si ottiene esattamente quel timbro? Se siete contro l’immigrazione illegale di massa? Contro il velo? Contro l’agenda LGBTQI? Contro l’ideologia di genere? Contro l’aborto? Quanti punti di cattiveria devi segnare prima che arrivi il magro Hein di Piazza Schuman a tagliare l’erba sotto il tuo percorso professionale etichettandoti come razzista/fascista/sessista?

La Meloni non è nulla di tutto questo e il suo percorso sarà di centro-destra, eppure sui nostri media si leggono le più grandi sciocchezze. E avete visto la foto aggiornata di Knack? Meloni ha reso il grigio, il grigiore e l’aggressività. Giorgia la befana. E tutto grazie al nostro settimanale di annunci contro le verità alternative e le fakenews.

Democrazia selettiva

Oggi, De Tijd titola: “Proprio quello di cui l’Europa potrebbe fare a meno, una spinta italiana a destra”. Anche dal nostro unico giornale europeo di qualità, alla Meloni non viene data una giusta opportunità. Non c’è da congratularsi con nessuno dei banchi della sinistra liberale. Ovviamente nemmeno dal nostro governo belga verde-viola, per il quale la correttezza politica è un affare di Stato. Il “secolo delle donne” non si apre per la prima donna primo ministro italiana se è ideologicamente di destra.

La sinistra accusa la destra di minare la democrazia, ma non fa altro che liquidare milioni di europei come stupidi. Prendete nota della parola del XXI secolo: “deplorevoli”. Grazie, Hillary.

Gli infrequentabili

Che già iniziano ad abituarsi nei saloni di Bruxelles, les infréquentables sono sempre più grandi. Dopo la vittoria dei Democratici di Svezia e ora dei Fratelli, il nostro gruppo europeo ECR rappresenta già un numero di milioni di europei superiore a quello dei tradizionali gruppi democristiani, verdi e liberali. Solo i socialisti sono più grandi.

Democrazia cristiana, in declino e disperata

Il declino della democrazia cristiana europea è particolarmente evidente a questo proposito. Ieri ne abbiamo visto un bell’esempio nel nostro emisfero fiammingo. Il presidente della matricola Sammy Mahdi ha fatto sì che i suoi due incaricati di governo dicessero freddamente “no” a ogni proposta di compromesso. Bisticciare per una manciata di euro in più mentre il mondo occidentale trema sulle sue fondamenta.

Dare ai fiamminghi un progetto da sognare come la propria sicurezza energetica, sicura, sostenibile e conveniente. Che i fiamminghi partecipino e sognino un futuro migliore.

Jambon ha fatto tutto per Beke. Ha difeso l’indifendibile e ora viene punito per questo. La disperazione della democrazia cristiana non si è mai mostrata in modo più eclatante. Il “buon governo” scambiato per politica di sabotaggio. Kris Peeters bis. La navigazione è in corso.

Putin

Se Giorgia Meloni sarà un buon primo ministro italiano “resta da vedere”. In un Paese che ha lottato per anni con una crescita zero, un alto tasso di disoccupazione e immense disparità regionali, non sarà un’impresa da poco. La durata del governo italiano è breve, la coalizione inedita. E poiché l’idolatria politica non fa per me, anch’io osserverò con occhio critico, soprattutto la linea di Putin e la rotta della NATO.

Giorgia

Quel che è certo è che Giorgia Meloni ha insegnato agli italiani a sognare di nuovo. Dopo anni di arido tecnicismo da parte di Mario Draghi e compagni, una donna si è alzata in piedi. Dal nulla. Ma con profonda convinzione, l’eloquenza di un antico oratore romano e la forza interiore di un uragano.

Buona fortuna, Giorgia. Viva Italia. 🇮🇹

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